Finalmente trovo il tempo materiale di buttare giù qualche riga!
Periodo nero, fatto di autentiche sceneggiate napoletane che mi stanno dando fortemente fastidio, periodo sereno in certi aspetti e davvero fosco in altri, periodo che fondamentalmente inizio a non sopportare più. Ok, non si può avere tutto dalla vita, dovrei starmi zitta e accontentarmi di quel che ho… si sa, però, che pessimisti si nasce, se non altro per cercare di contrastare quella dannatissima legge di Murphy dove se una cosa ti va quasi bene prima o poi qualcos’ altro dovrà pur andarti male. Oppure se una cosa ti può andare male matematicamente ti va pure peggio. Ma cerchiamo ugualmente di essere ottimisti, olè… no, non ci riesco al momento.
Mi mancano le persone che ho perso, tanto. Alcune le ho perse a causa del mio lato Isterix, altre per quella maledetta sincerità (che è un elemento imprescindibileeeee— vaffanculo, Arisa) che mi ha portata, con il cuore, lontana da chi prima mi era accanto. Mi manca tanto il signore delle gerbere. L’ho visto qualche giorno dopo il mio compleanno, aveva perso il sorriso. E’ brutto per me non poter essere vicino a qualcuno a cui voglio molto bene, soprattutto se la causa delle sue sofferenze – o almeno una di esse – sono proprio io. Spero che, ovviamente, che riesca ad uscire da questo periodo un po’ buio della sua vita, oscurato non solo dalla mia assenza ma da tanti altri fattori non facili da digerire. Ma lui è forte, ce la farà.
Lavorativamente sono ok. Frequento con impegno il corso e imparo nuove cose, anche se ultimamente mi sta entusiasmando di meno perchè i concetti che stiamo affrontando diventano sempre più difficili e quando non riesco a capire una cosa mi sale la bile. Però non sto smettendo di adorarlo (a parte durante la giornata di IIS che non ho per niente sopportato). Nel frattempo ho ricevuto due commissioni, yeah. Bisogna ancora definire il tutto, quindi mi riservo dal parlare ulteriormente, odio seriamente Murphy e le sue cazzo di leggi. Uno è a breve scadenza e sottopagato, in pratica lavoro per la gloria. L’ altro mi ha reso più giustizia e, per fortuna, posso lavorarci con calma. Ho accettato entrambi gli incarichi nonostante il congruo impegno con il master e gli studi universitari perchè mi serve avere un guadagno, assolutamente. Se prima cercavo di pagarmi tutto da sola ma avevo qualche aiutino economico dai miei ora devo iniziare seriamente a pagarmi tutto, ma proprio tutto da sola, ciò significa che dopo il corso dovrò correre per trovarmi un lavoro. E nel frattempo devo continuare a studiare, considerato che dovrò pagarmi anche l’anno fuori corso, preparare la tesi e finalmente laurearmi. Troppi devo e pochissimi voglio ma ce la farò, sì, bisogna impegnarsi e crederci!!!
Per il resto rifletto molto anche sul lato business della mia vita: tutto diventa meno gioco e più lavoro. Non scrivo da dicembre e la voglia di scrivere mi manca da ben di più. Encanta Skies e Seventh Sigil: ci penso poco e niente. Mi sono prefissata anche una piccola deadline (o deathline… vabbè, scadenza!) che riguarda florealis.net: se non troverò una concreta utilità entro il prossimo anno, lo cancello. Se devo spendere 50 euro annui, preferisco investirli in un più profescional flaviasuaria.it o simile. Mi vergogno non poco nel presentare il mio portfolio personale con il nome super-amatoriale FLOREALIS.NET, è una fangirlata, altro che chiacchiere! E lo stesso discorso riguarda i biglietti da visita. Scrivere come proprio sito internet florealis.net è una bella incongruenza, come se volessi presentare un gestore di un negozio di fiori anzichè una webdesigner freelance. Bof, perlomeno avrò dato una buona idea a chi vuole crearsi una bottega del fioraio… quindi, amanti della natura, fatevi sotto!! Florealis.net è in vendita alla modica cifra di 5040 € già indicizzato ;DDD
Ho seriamente paura di diventare stakanovista. Non voglio piangermi addosso e per non farlo mi concentro su me stessa e sul confronto di me rispetto al mondo esterno, il mio lato egocentrico si fa sempre più marcato ogni giorno che passa proprio perchè, piuttosto che impazzire, mi concentro su me e sui miei obiettivi. Quindi mi concentro sul lavoro e sulla realizzazione dei miei obiettivi… ignorando tutto il resto.
Quale “resto”? Un padre che mi ama e mi detesta al tempo stesso perchè non sono nessuno (= non ho una laurea) con il quale da 2 settimane è in atto una sottospecie di guerra fredda in cui non ci si parla e si convive placidamente sotto lo stesso tetto utilizzando come tramite mia madre per scambi d’informazione comuni, del tipo “tuo padre mi ha chiesto di dirti di allontanarti dal computer perchè al momento serve a lui, deve stampare dei files…”. Il tutto dopo una lite furibonda avvenuta 2 settimane orsono in cui ci sono stati gli ennesimi insulti (da parte di entrambi) e le relative, pesanti e pazze punizioni corporali (da parte sua). Da quel momento ci si saluta con formalissimi “buongiorno, buonasera”, ovviamente di mia iniziativa perchè una figlia che mangia con i soldi guadagnati dal padre deve sempre dovergli un minimo di rispetto che se fosse per me andrebbe pur bene! Decisamente meglio della violenza è il reciproco ignorarsi e rispettarsi assecondando un minimo di formalità e di buona educazione. Il clima famigliare però fa molto schifo: lui non mangia con noi, preferendo il salone “fino a quando non impareremo a rispettarlo”, la tensione è alle stelle e per noi tutti è una sofferenza rientrare in casa dopo 9 ore di master/lavoro/qualunqueattivitàcompiutaincasaSuazia. Mia madre e mia sorella soffrono molto la cosa e mi rimproverano il fatto di non essere abbastanza matura da chinare la testa per l’ennesima volta e chiedere scusa DI NUOVO (sì, perchè le mie prime scuse non sono state accettate) per fare la pace. Ma cosa devo fare? Pentirmi di averlo mandato a cagare? Già fatto, una figlia deve sempre rispettare i genitori che l’ hanno cresciuta, su questo non posso polemizzare. Accettare di perdonare una persona che mi ha fatto del male fisico e verbale SOLO PERCHE’ E’ STATO UN MOMENTO? (l’ennesimo dopo una lunga lista, direi). No. Non mi sta più bene.
Io sono una persona, non sono un cane.
Io, come persona, sto realizzandomi. Forse avrò intrapreso un percorso più lungo dello standard ma presto questa cazzo di laurea me la prenderò. Per ora, però, sto lavorando e sto frequentando un corso che valeva quanto un anno di IED perchè è così che mi sento di fare adesso. E’ così che ho deciso di svoltare la mia vita.
Non merito di essere schifata come figlia solamente perchè sono fuoricorso (cosa mai successa nella mia famiglia… ma viviamo in una condizione stile Sicilia anni 50, quindi è un’ onta troppo grande questa figlia non ancora laureata a 22 anni e che forse si laureerà lo stesso anno delle cugine più piccole, figlie dell’ odiato fratello…).
Io ho un’ intelligenza. Sono stata educata bene, per questo mi rivolgo al prossimo con cordialità e rispetto. Non sono una troia, ho dei valori morali ben saldi. Mi hanno trasmesso il desiderio di leggere molto, facendolo ho accumulato una discreta cultura narrativa. Ho voglia di farcela da sola e di aiutare i miei in caso ne dovessero aver bisogno in futuro. Ho voglia di pesare sempre meno sulle spalle di mio padre che ha fatto tanto per noi. Non sono affatto portata per lo studio e preferisco la pratica alla teoria.
Ho una dignità.
Per questa dignità ho scelto la via del silenzio che non so se sia giusta e non so nemmeno dove mi porterà. Ma è stata una mia scelta consapevole e ponderata dopo tanto subire.
Sono umile, forse troppo. Alle volte mi autopunisco da sola.
Mi fa piacere aiutare chi è in difficoltà, dare una mano a chi ne ha bisogno, ascoltare, mettere da parte l’orgoglio e capire di aver sbagliato (io lo faccio. io.) o donare un abbraccio, una carezza, un bacio, una parolina di conforto, fare un favore a qualcuno.
Unici miei grandi vizi: l’ alcool, il fumo (ahimè, ripreso da poco) la caffeina e tanta rabbia che mi porta allo stato Isterix e che fa di me un tipino non proprio facile. Maelstrom per l’alito, tanto che la Vivident dovrebbe dedicarmi una targa nella fabbrica di produzione.
Nonostante tutto mi reputo una persona bellina.
Una persona, appunto. Non un agglomerato di titoli di studio.
Invidio tanto chi ha un rapporto decente con il proprio padre che conforta, stima, apprezza, consiglia, accetta per quel che sei e non per quale titolo ti fai. Unica forma d’affetto che mio padre ha nei miei confronti sono i soldi che guadagna lavorando. Basta.
Eppure se potessi avere molti meno soldi in banca in cambio di più carezze, più parole di conforto, più accettazione e più dialogo da parte di mio padre, sarebbe uno scambio che farei molto volentieri. Motivo per il quale cerco di pagarmi tutto da sola, anche se alle volte non sempre ce la faccio (e qui ringrazio mia madre che mi aiuta tanto).
Forse sono io che chiedo troppo e che sono più viziata di quel che credo.
Però sono tanto stanca di chiedere approvazione e di lottare per averla. Vorrei, per una volta, che mio padre fosse felice per me e per quello che sto facendo. E sono stanca. Tanto, tanto, tanto stanca di aver paura dell’ ennesimo schiaffo, delle sue urla che mi terrorizzano e che mi spingono a rinchiudermi in camera per non sentirle. Sono stanca di lacrime ingoiate, di tenermi tutto dentro, scelta dovuta alla consapevolezza di non avere possibilità di dialogo con mio padre. Funziona così: lui ha ragione, io ho torto e se ha torto ha ragione ad aver torto. Perchè lavora e si fa il culo per noi. E sono stanca di stare sotto perchè… non ho una laurea… non sono niente…
A volte vorrei già avere guadagnato soldi a sufficienza per andarmene via da qui. L’ idea di vivere per altri anni in queste condizioni e con questo “titolo” non mi alletta per niente. Ma devo farlo, devo stringere i denti e andare avanti in qualche modo, fino a quel momento. Fino a quando non prenderò la laurea, non avrò un lavoro e sbatterò entrambe le cose in faccia a quell’ uomo dicendogli “se ora grazie a questo “Dott.ssa” accanto al mio nome sul mio bigliettino da visita per te sono QUALCUNO, sappi che QUALCUNO lo ero già da prima. Ma tu sei cieco, sordo e chiuso mentalmente e non te ne sei mai accorto. Spero che così tu ora sia meno schifato della tua secondogenita, anche se non so se alla tua secondogenita questo ha più importanza”.
Mi accontento di sognare questo momento e di vivere seguendo la via del silenzio.
VADO AVANTI.
A questa stretta nel cuore ci si abituerà.
Scusami, lettore, per gli errori di battitura… ma non mi va di rileggere… finirei per cancellare tutto…